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Il problema dei rifiuti

Per affrontare il problema dei rifiuti soffermiamoci un attimo su alcune domande:
dove possiamo metterli?
quanta energia è necessaria per smaltirli?
quale è l’impatto sulla salute e l’ambiente?

Il problema dell’accumulo di rifiuti nasce con il successo economico e la rapida urbanizzazione; di conseguenza, con l’aumentare del tasso di urbanizzazione in molti paesi in via di sviluppo, è un fenomeno che può risultare in rapida crescita.
Quasi tutti i rifiuti sono infatti dovuti alla popolazione che abita nelle zone urbane, e che generalmente acquista cibi confezionati, preferisce imballaggi e contenitori di plastica per ogni tipo di merce e cerca una gamma sempre più ampia di prodotti industriali, tra cui i beni di consumo durevoli (frigoriferi, automobili etc) e molti articoli monouso da gettare quasi subito.

Un problema globale

Attualmente nel mondo vengono prodotti circa 4 miliardi di tonnellate di rifiuti ogni anno. La metà è rappresentata da rifiuti urbani (quelli prodotti dalle famiglie), mentre l’altra metà riguarda i rifiuti cosiddetti speciali, provenienti cioè da attività industriali e produttive.

Complici la crescita della popolazione mondiale e lo sviluppo economico (oggi particolarmente accentuato nei cosiddetti paesi BRIC, Brasile, Russia, India e Cina), nel giro dei prossimi 10-15 anni si potrebbe arrivare a un aumento di questa produzione anche del 50%; quindi oltre 6 miliardi di tonnellate.
Da osservare che metà della popolazione mondiale (3,5 miliardi di persone) non ha accesso ai più elementari servizi di gestione rifiuti, ragione per cui ogni anno montagne (letteralmente) di rifiuti vengono prodotte e abbandonate, con danni ambientali e sanitari spesso irreparabili.

Scala locale: Unione Europea e Italia

In Italia la pratica più diffusa per lo smaltimento è ancora la discarica. Un’altra possibilità consiste nell’inceneritore, la pratica di bruciare i rifiuti per valorizzarli dal punto di vista energetico, producendo vapore o energia elettrica (termovalorizzazione).
Gli inceneritori però inquinano l’aria, emettendo tra l’altro diossina, composto altamente tossico, quindi devono essere provvisti di attrezzature di controllo. La combustione dei rifiuti genera anche gas acidi e metalli pesanti: i primi producono inquinamento atmosferico e piogge acide; i secondi contribuiscono alla tossicità delle ceneri.

I risultati dell’adozione di opportune strategie per la gestione dei rifiuti solidi urbani iniziano a vedersi soprattutto in paesi quali Germania e regione scandinava, che vantano percentuali elevate di riciclo, impianti moderni e diffusi capillarmente sul territorio e minore ricorso alle discariche, attraverso severe regole di disincentivo e controllo.

Trattamento e gestione dei Rifiuti Solidi Urbani

Il sistema di gestione dei rifiuti va considerato come una strategia complessiva da applicare all’intero ciclo di produzione-utilizzo-smaltimento dei prodotti che, una volta acquistati, possono, una volta persa la loro utilità (per noi), diventare dei rifiuti, ovvero sia qualcosa di cui ci vogliamo liberare.
Una seria gestione dei rifiuti non può essere fatta senza considerare quello che è il nostro stile di vita, quali sono i nostri bisogni e come i nostri acquisti e consumi rispondono a queste esigenze.

Le 3R

  1. Ridurre
    Una strategia per la riduzione dei rifiuti passa attraverso una diversa consapevolezza dei consumatori e una modifica del loro comportamento, per esempio con la decisione di acquistare prodotti sostenibili per l’ambiente, che abbiano pochi imballaggi, oppure di acquistare in gruppi solidali (GAS).
  2. Riutilizzare
    I prodotti possono avere una seconda vita, posso essere riparati o essere riutilizzati; inoltre possono essere donati quando non se ne ha più bisogno.
  3. Riciclare
    Il riciclo permette la chiusura del ciclo vita di un prodotto, con la creazione di nuove materie prime (materie prime seconde) derivate direttamente dai prodotti.

Discarica e Termovalorizzatore

Una discarica è un luogo dove vengono depositati i rifiuti che, in seguito alla loro raccolta, non è stato possibile riciclare o inviare a altri trattamenti.
Lo stoccaggio di rifiuti nel terreno può avere ricadute sull’ambiente e sulla salute: dalla decomposizione dei rifiuti si forma infatti un liquido inquinante che può percolare nel terreno e raggiungere la falda acquifera.
Per evitare questa forma di inquinamento una discarica deve essere costruita in un terreno impermeabile e in zona non sismica. Viene eseguito uno scavo nel terreno, il terreno è successivamente compattato e rivestito da un barriera impermeabile, viene predisposta una serie di tubazioni per la raccolta del liquido di percola e del biogas.
A questo punto posso essere deposti i rifiuti.
Una discarica, una volta piena, viene chiusa e ri-naturalizzata, piantanto erba e alberi.


Un temovalorizzatore è un impianto per lo smaltimento dei rifiuti attraverso combustione e recupero energetico. I rifiuti conferiti vengono inceneriti per ridurne il volume e le ceneri vengono smaltite in discarica. Parte del calore della combustione viene recuperato per teleriscaldamento o produzione di energia elettrica.


Trattamento Meccanico Biologico

Il Trattamento Meccanico Biologico è un sistema che prevede la differenziazione della frazione indifferenziata con ulteriore recupero di materie prime e la produzione di compost e biogas.


Il TMB prevede una vagliatura del rifiuto per individuare le frazioni inorganiche ancora riciclabili. La restante frazione organica viene inviata a un digestore anaerobico, un sistema biologico in cui delle colonie batteriche in grado di svilupparsi e crescere in ambiente anaerobico (in assenza di aria) digeriscono la frazione organica e producono un compost che può essere utilizzato come fertilizzante. Le colonie batteriche, una volta esaurite, costituiscono un fango che verrà poi essiccato e smaltito in discarica.
Ulteriore prodotto della reazione biologica è la produzione di biogas (in generale gas metano) che può essere immagazzinato e successivamente immesso sulla rete di distribuzione del metano.

L’inconveniente del TMB è che il compost che viene prodotto non può sempre essere utilizzato come fertilizzante, in quanto spesso non è di buona qualità e può risultare inquinato.

Rifiuti Zero. Quale strategia adottare?

Dall’analisi dei rifiuti indifferenziati nel centro di ricerca sui rifiuti di Capannori (Toscana) risulta che l'85% del residuo potrebbe essere evitato attraverso strategie di prevenzione, riciclo o compostaggio: il 28% infatti è plastica (spesso di imballaggi), il 22% frazione biodegradabile, il 16% tessuti e il 13% pannolini.
La conclusione dello studio è che è possibile ridurre del 95% la frazione indifferenziata, in pratica potremmo dover smaltire solo il 5% del totale dei rifiuti!

Una buona strategia da mettere in atto è la strategia Rifiuti Zero, che prevede l’istituzione di un centro di ricerca sui rifiuti che permetta di individuare la composizione della frazione indifferenziata, così da incrementare la raccolta differenziata di alcuni prodotti e definire una strategia da condividere con i produttori di imballaggi, per raggiungere l’obiettivo rifiuti zero.

Una strategia di questo tipo è stata messa a punto in California nella città di San Francisco, come si può vedere nel video (attivate i sottotitoli e nelle impostazioni del video mettete traduzione automatica e selezionate italiano):